Franco Minonzio – Chiarezza e metodo. L’indagine scientifica di Maria Gaetana Agnesi

22,00 

Data di Pubblicazione: Giugno 2026 ISBN: 979-12-81320-10-9 Collana: Arcani Mondi Pagine: 212

Descrizione

Seconda edizione accresciuta, con un saggio di Paula Findlen

Nella cultura italiana della prima metà del Settecento, rischiarata dai “lumi dell’erudizione” ben prima che dai futuri riflessi dell’Encyclopedie, quando ancora i Muratori, i Grandi, i Saccheri erano in grado di esprimersi nel “lessico intellettuale europeo”, la figura di Maria Gaetana Agnesi (Milano 1718-ivi 1799) si distacca dallo sfondo lombardo e milanese si distacca dallo sfondo lombardo e milanese entro il quale si è compiuta la

sua formazione. Figlia di un ricco mercante che aveva acquisito il titolo nobiliare, le viene impartita una solida educazione letteraria, filosofica e scientifica, che, negli intenti paterni, doveva farne l’attrazione principale di una accademia domestica, grazie alla quale legittimare l’aspirazione ad una più elevata considerazione sociale. Presto però si volse ad interessi fisico-matematici, sotto la guida di Ramiro Rampinelli, ed entrò in contatto epistolare, a partire dal 1735, con i vertici del pensiero matematico italiano. La scelta di dedicarsi agli studi matematici coincide per lei con il deporre ogni indulgenza verso l’accademismo ozioso: il frutto di anni di intensa appropriazione dell’analisi furono i due tomi delle Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana, In Milano, Nella Regia-Ducal Corte, 1748, un manuale che si proponeva lo scopo di divulgare, con chiarezza e semplicità, la nuova analisi infinitesimale. Ma al clamore, anche a quello onorevole del successo intellettuale, Maria Gaetana preferì il silenzio operoso della carità: impiegò la seconda, e più lunga, metà della sua esistenza aprendo la sua casa alle donne povere ed inferme, profondendo i suoi beni in lungimiranti opere di carità, quali la sua dedizione al servizio del Pio Albergo Trivulzio, fondato nel 1771, giungendo – per ottenere i mezzi finanziari necessari – ad umiliarsi e a farsi anch’essa mendica. Il saggio di Franco Minonzio, contro ogni indulgenza agiografica, ha inteso ripercorrere la breve ‘esistenza scientifica’ dell’Agnesi, sgombrando il terreno da equivoci ed errori frutto di pregiudizi, di informazioni inaccurate e replicanti. Lo integra, ampliando l’orizzonte della ricerca, il saggio di Paula Findlen, nel quale sono seguiti, con grande finezza, i mutamenti dell’immagine pubblica della matematica milanese nella seconda metà del ‘700, dopo il ritiro dall’attività scientifica, rintracciando la sua ‘presenza assente’, e gli echi della sua nuova dimensione devozionale e caritatevole nel panorama intellettuale italiano ed europeo.